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Il 13 dicembre alle 10.00, presso la Sala Convegni della Camera di Commercio di Bari, si è celebreta la 48^ Giornata del Maestro del Lavoro.

 

I Maestri del Lavoro perseguono, istituzionalmente e storicamente, finalità socio culturali, operando particolarmente nel mondo della scuola, per richiamare l’attenzione sulla centralità della persona. In occasione della 48^ Giornata del Maestro del Lavoro, sotto l’egida della Dirigenza Scolastica dell’ I.I.S.S. “Panetti Pitagora” di Bari, è stato sviluppato il tema: “Le nuove professioni”. Quali saranno i lavori del futuro? Quali nuove professioni vedranno la luce grazie al continuo progresso della scienza e della tecnologia? Quali occupazioni emergenti si affermeranno? 

Queste le domande con le quali il prof. Antonio Curci, moderatore della giornata, ha accolto e salutato i convenuti. La mattinata si è aperta con l'inno di Mameli, cantato appassionatamente da tutti i presenti, in particolar modo dagli alunni. Commosso è stato il saluto di Luigi Bartoli, vice-console provinciale dei Maestri del Lavoro che ha aperto i lavori e salutato le autorità convenute e gli studenti.

Molto pertinente e con un taglio di prospettiva politica illuminante, Angelo Tomasicchio, assessore del Comune di Bari con delega all'Innovazione, ha illustrato i progressi della città sul piano dello sviluppo delle Nuove Tecnologie legate alla gestione della Pubblica Amministrazione. L'evoluzione tecnologica e le infrastrutture che si stanno costruendo, creeranno a Bari e provincia, nell'immediato futuro, lavoro e sviluppo principalmente nel settore legato all'Informatica, le cui aziende faticano a reperire professionisti e personale specializzato. Essendo l'informatica un settore trasversali a tutto il mondo produttivo, è facile intuire che tutta l'Economia cittadina non potrà che giovarsene.

A testimoniare quanto affermato dall'assessore nel suo intervento, ci ha pensato il secondo relatore e cioè Luigi Maldera, amministratore delegato della MBL Solutions, impresa coratina specializzata in soluzioni tecnologiche basate sulla robotica collaborativa. Maldera ha raccontato la storia di un'azienda di successo che ha preferito restare in Puglia, in provincia di Bari, piuttosto che migrare in altri posti tecnologicamente più seducenti. Maldera è un pugliese, innamorato della sua terra e dei suoi corregionali e ha costruito un'azienda che mette l'uomo al centro della produzione, valorizzando le peculiarità di ogni singolo collaboratore. Un imprenditore illuminato che si è messo subito a proprio agio, instaurando con i tanti studenti presenti in sala, un dialogo schietto e sincero e mostrando interessantissimi filmati inerenti le attività tecnologicamente avanzate dell'impresa che rappresenta. Durante il botta e risposta fra alunni e imprenditore, due studenti del corso di Informatica si sono aggiudicati uno stage presso la MBL Solutions, nell'ottica dell'Alternanza Scuola Lavoro in "Cobotica" (Robotica Collaborativa).

A chiudere i lavori è stata la preside del "Panetti Pitoagora", Eleonora Matteo che ha sintetizzato i diversi temi affrontati. "Il futuro è tecnologico e le professioni del domani saranno indubbiamente legate all’innovazione digitale", ha dichiarato la preside che si è detta fiera di rappresentare una scuola che è una autentico Polo Tecnologico di Bari.

L’intera manifestazione è stata trasmessa in diretta dai ragazzi di Radio Panetti su www.panettipitagora.gov.it e attraverso l’app Radio Panetti scaricabile da Play Store e App Store. Anche l'esperienza della radio a scuola è da intendersi nell'ottica dell'innovazione tecnologica e metodologica da un punto di vista della didattica. Il "Panetti-Pitagora" è sempre un passo avanti.

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Grande affluenza di pubblico durante il doppio appuntamento della Fiera del Crocifisso, tradizionale evento espositivo che si celebra ogni anno nella città di Modugno in provincia di Bari. Quest’anno la campionaria si è tenuta il 12 e il 19 novembre. I numerosissimi stands di commercianti e antiquari hanno invaso il centro del paese, esponendo merci varie. In bella mostra prodotti  di zootecnica, macchine, attrezzi ed accessori per l’agricoltura, piante ornamentali, alberi da frutta, prodotti alimentari, manufatti dell’artigianato locale, utensileria e ferramenta. Una piacevole sorpresa è stata quella dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Panetti Pitagora” di Bari che ha esposto lavori di artigianato digitale realizzati direttamente dagli studenti del corso di Elettronica ed esperimenti dal vivo effettuati dai ragazzi del corso di Chimica.

“Sono stati per me due eventi straordinari – ha dichiarato Silvia Matarrese, docente di Elettronica dell’Istituto -. In queste due mattinate ho potuto fare una delle più belle esperienze che la mia professione di insegnante mi abbia mai proposto. Nel nostro gazebo sono stati esposti alcuni esempi di artigianato digitale. Si tratta di vere e proprie esercitazioni realizzate a scuola durante le ore di laboratorio”. In bella mostra sui tavoli dello stand del Panetti-Pitagora la famosa scheda Arduino utilizzata in applicazioni di pilotaggio di circuiti elettronici. Bambini e adulti, poi, sono stati attratti dai tanti esempi di robotica educativa e da un interessante robot progettato e costruito da alcuni studenti.

Degni di nota sono stati l’etilometro, i circuiti stampati, il circuito crepuscolare, il drone, la chimica negli alimenti e la macchina ad idrogeno, ottimo connubio tra chimica ed elettronica. Un plauso, infine, va ai ragazzi dell’Istituto che hanno animato la vita intorno allo stand della loro scuola insieme ai docenti accompagnatori Silvia Matarrese, Paola Caradonna, Antonio Mongelli e Francesco Carlucci. Studenti di classi diverse hanno presentato ai numerosissimi visitatori, con entusiasmo e proprietà di linguaggio, i loro lavori. Il “Panetti Pitagora” è una scuola di grande tradizione e lo si è visto dall’enorme affluenza di ex-studenti di varie generazioni richiamati dall’affetto che ancora li lega al loro Istituto. Moltissimi, poi, i futuri alunni che hanno già dichiarato la volontà di iscriversi ad uno dei corsi di specializzazione.

La Dirigente Scolastica Eleonora Matteo, a casa per una leggera indisposizione, al telefono ha dichiarato: “Sono raggiante per questa bella esperienza che ha accomunato alcuni docenti e studenti dell’Istituto che dirigo. La bella scuola la si vede in situazioni come questa. Entusiasmo e senso di appartenenza ci contraddistinguono sempre. E poi un’occasione come questa ha consentito, ai tanti studenti presenti, di esporre i loro lavori che hanno ottenuto importanti consensi da parte dei tantissimi visitatori che hanno affollato il nostro stand. Vorrei esprimere tutto la mia gratitudine all’assessore Danilo Sciannimanico e al Maresciallo Saliano per averci invitato a questo evento”. Stanchi ma felici gli studenti hanno saluto Modugno con un “arrivederci al prossimo anno”. Il Panetti-Pitagora tornerà con tanti altri bei lavori da esporre.

(da Matropoli Notizie)

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Renato Mazzoncini, Ad di FS. Sara Minelli/ Imagoeconomica

«Ragazze iscrivetevi all’Itis e a ingegneria, perché le Ferrovie dello Stato Italiane hanno bisogno di voi!». È l’invito che Renato Mazzoncini, ad e direttore generale del gruppo Fs, rivolge alle studentesse italiane. «Nel 2016 abbiamo assunto 2.300 persone, a settembre 2017 abbiamo già raggiunto i numeri del 2016 e chiuderemo l’anno con un numero maggiore. Di queste il 70% viene da istituti tecnici. Abbiamo assoluta necessità di diplomati provenienti dagli Itis che danno un’ottima preparazione», dice Mazzoncini a Business Insider, spiegando cosa cercano Fs nei nuovi assunti.

Nel processo di recruiting Fs Italiane si trova davanti a un grosso problema: «Gli istituti tecnici non sono frequentati dalle donne, siamo a circa il 10% dei diplomati, così come la percentuale femminile che si iscrive a ingegneria resta ancora molto bassa». Per l’ad esiste un tabù culturale da abbattere: «Se una ragazza delle medie dice ai genitori. “Voglio frequentare un istituto tecnico”, la reazione spesso è: “Mamma mia, lì sono tutti uomini e sarai penalizzata dalla competizione”. In realtà è l’esatto contrario! Se le ragazze continuano a iscriversi al linguistico o a voler fare la segretaria di azienda, apprenderanno competenze non più spendibili. Volendo noi arrivare a una situazione paritaria di genere in azienda, abbiamo bisogno di donne preparate tecnicamente».

Per questo Fs da oltre un anno ha avviato due programmi – “Woman in motion” e “Girl in motion” – che mirano a invertire la tendenza: oggi nel Gruppo la presenza femminile si attesta al 14,6% della forza lavoro, dato che scende al 2,5% nella manutenzione e allo 0,8% tra i macchinisti, numeri considerati insoddisfacenti. Per rompere il meccanismo perverso, «mandiamo nelle scuole medie e nelle superiori le donne che in Fs ricoprono posizioni tecniche apicali a incontrare i ragazzi e le ragazze. Sono le testimonial del fatto che la possibilità di carriera per una donna in Fs è più che reale», dice un soddisfatto Mazzoncini.

Ma le difficoltà di reperire risorse formate per le Ferrovie riguardano anche i neo laureati, i quali, per risultare interessanti, devono possedere un mix di competenze verticali (leggi preparazione tecnica), un buon voto di laurea, ma anche soft skills personali molto chiare come empatia, capacità lavorare in gruppo, visione laterale, oltre alla disposizione a lavorare in contesti complicati o, banalmente, all’estero. Naturalmente, l’inglese è imprescindibile, visto che ci sono giàsettori del Gruppo dove si parla solo inglese e sarà sempre più così.

«Nel momento in cui cerchiamo nuove figure», continua l’ingegner Mazzoncini, «ci troviamo con ragazzi reduci da percorsi universitari iperspecialistici. Però il mondo della mobilità è assolutamente trasversale, richiede competenze che spaziano dall’ingegneria pura all’economia, dall’informatica alla filosofia. È un mercato in continua espansione, che sta attraendo enormi investimenti, in grado di alimentare il mondo del lavoro, tuttavia ancora sono poco strutturati o inesistenti corsi universitariin ingegneria della mobilità!».

Altro punto dolente è la durata dei cicli di studio: «Se stai cercando un ingegnere, ti trovi a scegliere tra meccanici, elettrici o civili, i quali però hanno caratteristiche parziali, quindi dobbiamo formarli noi una volta cooptati in azienda. L’alternativa è frequentare master post universitari, ma così si allungano ulteriormente i tempi di entrata nel mondo del lavoro, dove già i ragazzi italiani arrivano con 2 o 3 anni di ritardo rispetto ai competitor esteri. E se poi ci aggiungi anche il master, la situazione s’aggrava. E in questo settore la velocità è tutto».

L'invito di Mazzoncini (Fs):

 

Renato Mazzoncini, AD FS e Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio. Sara Minelli/ Imagoeconomica

Tanto che il “capo” di Fs sfata un mito piuttosto consolidato: tra iper preparazione e velocità, vince la seconda: «Fanno più carriera quelli che entrano presto in azienda grazie a un percorso scolastico veloce, rispetto a chi vi arriva dopo 10 anni di università e magari un PhD. Quest’ultimo avrà sicuramente una preparazione più robusta, ma è rimasto talmente indietro rispetto al primo che perde la partita».

Per tentare di dare una sterzata anche al mondo accademico, Fs Italiane ha avviato una stretta collaborazione con le principali università italiane. Già da tempo è attivo alla Sapienza di Roma il “Master di secondo livello in ingegneria delle infrastrutture e sistemi ferroviari – Innovazione per la mobilità integrata”, un corso che ogni anno licenzia 30 brillanti ingegneri che planano direttamente tra le braccia di “mamma Ferrovia”.

Ma ora è venuto il momento di fare un passo avanti, col fine non celato di imporre la mobilità come disciplina primaria di studio. «Per questo ho proposto al Politecnico di Milano di realizzare un corso di laurea in Mobility engegnering», spiega Mazzoncini. Un progetto partito il 22 settembre 2017, con la firma del protocollo di cooperazione firmato da Fs Italiane con il rettore Ferruccio Resta. Il primo step è stato l’avvio del corso “Mobility: infrastructure and services” (in inglese), aperto agli studenti del secondo anno della laurea magistrale in meccanica ed elettrica, primo passo verso il venturo corso di laurea biennale. Il programma, dove lo stesso Mazzoncini figura tra i docenti (il suo compenso è stato girato al Politecnico per finanziare borse di studio) prevede 62 ore di lezione frontali, project work e visite tecniche e il coinvolgimento dei top manager del Gruppo Fs, in testimonianze, docenze e laboratori pratici.

Il manager comunque non si nasconde i problemi che si trova ad affrontare il mondo universitario italiano, schiacciato dalla cronica mancanza di finanziamenti per la ricerca. «In università uno dei problemi principali è l’aspetto della copertura del bilancio. In FS Italiane siamo 74.200 e paghiamo lo stipendio regolarmente a tutti, ogni mese. In università invece hai una fascia garantita, professori ordinari e associati, poi c’è il mondo degli assegnisti e dei ricercatori che vivono con contratti annuali, spesso pagati con fondi che arrivano dalle imprese. Un’insicurezza che porta storture nel sistema. Facciamo un esempio: da un lato c’è un’azienda come FS Italiane che sostiene delle borse di studio per la mobilità, dall’altro hai un settore, magari in crisi (e qundi ancora più bisognoso di fare ricerca) dove non c’è alcuna impresa in grado di dare fondi all’università, il risultato è che la ricerca per quel secondo settore resta indietro. E a perdere è il sistema Paese. Inoltre in questo modo anche il meccanismo meritocratico non viene rispettato». La soluzione, secondo Mazzoncini è una e semplice: aumentare i fondi alla ricerca.

 

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Da venerdì 6 ottobre, gli studenti della 4^ e 5^ Informatica (ITIA) del nostro Istituto, accompagnati dalle docenti Lucia Izzi e Annarita Gabriele, hanno partecipato al GDG DevFest, una tre giorni estremamente formativa organizzato da Google Developer Groups (GDG). Il GDG DevFest ha offerto ai ragazzi del corso di Informatica l'occasione di documentarsi e confrontarsi sulle tecnologie Google e sull'Informatica in generale.

L'appuntamento di Bari è stato il più grande evento legato alle più sofisticate tecnologie di Google, divulgate da una serie di conferenze preparate con cura artigianale dalla comunità del GDG Bari! Il GDG DevFest è stato un evento all'insegna di talk, condivisione di esperienze sul campo, hacking e debugging. Infine è stato organizzato un hackaton free-style, in cui i team di studenti in competizione fra loro, si sono potuti esprimere in chiave supertecnologica.

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Inizia l'alternanza scuola-lavoro dei futuri periti chimici dell'Istituto "Panetti-Pitagora" di Bari presso gli impianti di vinificazione delle cantine di "Tenuta Viglione" a Santeramo in Colle (BA), alta Murgia barese. 

Tenuta Viglione è una azienda agricola a conduzione famigliare. Giovanni Zullo, l’attuale proprietario, è la terza generazione di viticultori. La cantina è situata a Santeramo in Colle, nella DOC Gioia del Colle, sul percorso dell’antica Via Appia. L’azienda coltiva in agricoltura biologica circa 60 ettari di vigne, di cui 38 sono di proprietà e il restante in affitto, in zona collinare, mediamente intorno ai 400 m sul livello del mare. I terreni sono calcarei e argillosi. Il vitigno principale è il Primitivo, con i suoi 30 ettari complessivi di estensione. Tra questi vi è una vigna di oltre 70 anni coltivata con il tradizionale allevamento ad “alberello”, di interesse storico e culturale. Altre uve coltivate sono l’Aleatico, la Falanghina, il Fiano. La cantina, di recente costruzione è dotata di moderni impianti e di cisterne in acciaio inox per la fermentazione e la conservazione dei vini. È presente anche una piccola barricaia con botti di rovere francese per l’affinamento dei vini rossi. L’azienda ha una capacità di produzione di circa 400.000 bottiglie all’anno suddivise nelle varie tipologie di vino. Nel 2015 ha esportato in vari Paesi europei ed extraeuropei circa 21.000 bottiglie, con la tendenza in crescita. Il fatturato 2015, che considera anche la vendita di vino sfuso, ha superato i 3 milioni di Euro. Sono occupati stabilmente 7 dipendenti. Alla tenuta è annesso un agriturismo, in una antica masseria di cui si sta terminando la ristrutturazione. La capacità ricettiva è di 20 persone

Il confronto tra gli alunni e l'imprenditore Giovanni Zullo (anche lui perito chimico), titolare degli impianti, è stato improntato al contributo che il perito chimico può fornire nel controllo del processo di vinificazione e delle scelte economiche strategiche attuabili, anche di agricoltura biologica.
La visita è cominciata dai vigneti, con l'attenta analisi della qualità delle uve, in particolare Primitivo e Fiano, onde valutare le loro proprietà organolettiche, il grado di maturazione e l'assenza di malattie sugli acini. 
Quindi, subito dopo la raccolta meccanizzata per scuotitura, si è proceduto alla determinazione analitica del grado zuccherino e alcolico potenziale, l'acidità, ecc. In tale frangente, è emerso che l'imprenditore esegue le analisi con strumenti del tutto analoghi a quelli usati nelle esercitazioni di laboratorio presso il "Panetti-Pitagora" (spettrofotometro, densimetro, ecc.). Poi si è attuata la pigiatura meccanica dell'uva e la filtropressatura per ottenere un mosto il piu' possibile "sfecciato"; in contemporanea, nei tini si è controllata la fermentazione con l'aggiunta di lieviti selezionati ed attuando il rimontaggio. Durante tutto ciò, è avvwebuta un'ampia dissertazione. Molte le domande rivolte dagli alunni all'imprenditore, in particolare sulle possibili varianti di lavorazione attuabili per incrementare la qualità.

In definitiva, dal confronto è emerso che più controlli analitici chimici durante il processo di lavorazione consentono una grande ricaduta sul risultato finale: limitare l'uso di additivi chimici nel vino.

Anche per la coltivazione, se da un lato rimangono indispensabili i trattamenti con la poltiglia bordolese, con opportuni disperdenti è comunque possibile ridurne i dosaggi, e nondimeno risulta efficace l'intervento della brucatura dell'erba da parte delle greggi a fine vendemmia, con l'effetto di diserbare biologicamente e bandire l'uso di diserbanti.

Di certo, la figura del perito chimico, sperimentata su campo, nel mondo del lavoro, mostra tutte le sue potenzialità in chiave moderna ed innovativa. Buon approccio al mondo del lavoro, ragazzi!

Articolo a cura dei docenti del corso di Chimica

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